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Visualizzazione dei post da maggio, 2017

Capitolo 6 - L'Exchange student

Lo spunto per questo capitolo l’ho preso da una lunga conversazione su WhatsApp in compagnia del grande gruppo degli italiani che partono per gli Stati Uniti, dove ci siamo disperati e sfogati per bene sulle nostre disavventure scolastiche. Tra debiti, professori stronzi, materie sotto terra e tante tante ma tante parole non esattamente delicate, ho potuto notare con sollievo che non ero l’unica ad annaspare in quel mare di schifo e ansia sono le ultime settimane di scuola. Quel periodo dove speri soltanto in un po’ di pace e meritato riposo, ma che invece sfocia in un marasma di verifiche e interrogazioni assurde che ti fanno chiedere che cosa hanno fatto i professori in quei nove mesi invece di lavorare… Ma in sostanza voglio rispondere a un quesito molto importante per chi vuole partire per un anno all'estero : bisogna avere la media del 8/9/10? Bisogna aver fatto il PET o il First? La risposta è: “ ni ”. Non è necessario avere dieci e lode con bacio accademico in tutt...

Capitolo 5 - La lettera

E’ difficile cercare di raccontare di se tramite una lettera. Devi scrivere almeno una pagina o una e mezzo, quindi lo spazio non è un problema… La cosa davvero ardua è scegliere cosa dire e come dirlo. Anche perché quello che scrivi alla fine ti sembra banale. Insomma, tutti gli adolescenti avranno scritto: “ Adoro i libri fantasy…. Faccio sport… Voglio iniziare uno sport… So cucinare!... Preferisco le serie TV… Non so cucinare… ”. Ma alla fine credo sia quasi impossibile essere “originali”. Penso bisogna semplicemente pensare che quella famiglia avrà di certo delle aspettative, ma di sicuro non pretenderanno chissà che roba straordinaria o impossibile cosa da noi, no? In più la maggior parte di loro ha già dei figli, spesso più grandi di noi, quindi probabilmente sapranno cosa vuol dire trattare con degli adolescenti. Io non sapevo davvero cosa dire e mi ci sono volute diverse settimane per arrivare a quello che ho scritto. Ma a essere sincera, al momento aggiungerei un sacco ...

Capitolo 4 – Gli incontri pre-partenza

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Allora… come descrivere un incontro pre-partenza di Intercultura? Iniziamo dicendo che sarai stanchissimo ma ti divertirai così tanto che non te ne importerà o non te ne accorgerai finché non sarai a luci spente nella tua stanza. Ma cominciamo dall’inizio. Sabato 6 maggio. Finita la mia verifica su Catullo esco da scuola e cerco di smaltire il mal di testa. Torno a casa e mangio, per poi buttare un borsone esageratamente grande rispetto a quello che porto (tutta colpa del sacco a pelo e del cuscino, che per la cronaca, non mi è servito) in macchina e partire alla volta di Teodorano, un paesino fantasma (letteralmente visto che non abbiamo visto nessuno a parte dei gatti) in mezzo alle colline. E siamo 15 minuti in ritardo. Grandioso. Brava Sofia, continua così… Fatto sta che arriviamo e non sono l’ultima! Dopo aver fatto cadere sei volte il borsone e aver consegnato i moduli mi mostrano la mia stanza, all’interno della canonica: tre letti a castello di cui tre occupati...