Capitolo 6 - L'Exchange student
Lo spunto per questo capitolo
l’ho preso da una lunga conversazione su WhatsApp in compagnia del grande
gruppo degli italiani che partono per gli Stati Uniti, dove ci siamo disperati
e sfogati per bene sulle nostre disavventure scolastiche.
Tra debiti, professori
stronzi, materie sotto terra e tante tante ma tante parole non esattamente
delicate, ho potuto notare con sollievo che non ero l’unica ad annaspare in
quel mare di schifo e ansia sono le ultime settimane di scuola. Quel periodo
dove speri soltanto in un po’ di pace e meritato riposo, ma che invece sfocia
in un marasma di verifiche e interrogazioni assurde che ti fanno chiedere che
cosa hanno fatto i professori in quei nove mesi invece di lavorare…
Ma in sostanza voglio
rispondere a un quesito molto importante per chi vuole partire per un anno all'estero: bisogna avere la media del 8/9/10? Bisogna aver fatto il PET o il
First?
La risposta è: “ni”.
La risposta è: “ni”.
Non è necessario avere dieci
e lode con bacio accademico in tutte le materie, ma mostrare che ti impegni ad avere
voti sopra al 6 aiuta.
Qual si voglia corso di
inglese non è necessario. Io che fino all’anno scorso avevo sei per pietà
partirò. E poi basta pensare che ci sono centinaia di ragazzi che partono per
la Cina, Giappone o l’India e sanno giusto le frasi base come le presentazioni.
Quindi l’unica cosa
importante da fare sia impegnarsi, anche perché questo farà piacere ai vostri
professori quando ritornerete (soprattutto
se sono quelli stronzi che non vogliono farti partire).
In realtà la vera e grande
domanda è: come cavolo farò a capire cosa mi viene detto a scuola?
Professore
random : <<Miss Foschi, pleas, answer the question>>
Io:
<<… uhmm… for me is onion…>>
Già…
Avrò un sacco di belle
figuracce da raccontare…
Nel frattempo, exchange students, sfogatevi nei commenti, raccontandomi il vostro professore/professoressa stronza che non vuole (o voleva) farvi partire!
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