Capitolo 7 - Saluti e ricordi
07/06/2017 è finita la scuola.
E' stato l'ultimo giorno in cui ho visto la mia piccola classe tinteggiata di un verdino pallido che ricordava la sala d'attesa di un dentista, le sedie cigolanti in cui si impigliavano sempre i miei capelli e i banchi che usavo come tele per i miei "attacchi d'arte"...
Ho salutato i miei professori, quelli amati e quelli odiati, che fino all'ultimo mi hanno ricordato che avevano quasi finito di prepararmi il programma delle cose da recuperare quando sarei tornata (*brivido*).
Ho salutato la mia classe che per tre anni mi ha accompagnato in quella giungla selvaggia che è il liceo... E mi sono resa conto che, seppure le mie amicizie più strette erano fuori di quella scuola, avevo un rapporto molto bello con loro. Uniti durante le verifiche e per passare bei momenti in gita o semplicemente in classe durante una lezione noiosa.
Ora nella mia stanza mi rendo conto che dovrò dire arrivederci anche alla mia casa, alla mia piccola città in mezzo ai campi. All'odore dei glicini e dei gelsomini che si arrampicano sul portico. Alle giornate al mare con mia mamma e mia sorella. Alle passeggiate fino alla gelateria. Ai giri per il centro con i miei amici. Al mio cane che viene sempre a nascondersi sotto al mio letto. Al camino dove mio babbo cuoce le patate sotto la cenere in inverno. Alle castagne appena cotte sulla teglia in autunno. Ai pranzi sul terrazzo di mia zia e di mia cugina e alle cene in giardino con le zanzare che ci mangiano le gambe in estate. Al mio computer mezzo sgangherato con l'audio che ormai non si può sentire e con il jack per le cuffie rotto, alla mia libreria ormai stracolma, all'acchiappa-sogni appeso sopra al letto...
E' in quest'ultimo periodo che mi sono resa conto che per 11 mesi non vedrò niente di tutto questo.
Non so ancora dove andrò, se in uno di questi posti sarà possibile fare qualcuna di queste cose. Non so come sarà la scuola, se avrà anche una sola delle caratteristiche di quella italiana (anche il verdino da dentista mi va bene). Non so come saranno i compagni di classe o i prof. Non so ancora la famiglia, se avrò anche li una sorella e/o una cugina.
E nonostante tutte queste incertezze non vedo l'ora di partire.
Non so quando partirò, ma prima di quella data avrò fatto un sacco di foto della mia casa, dei miei amici, del mare e della mia famiglia...
Avrò molti ricordi che potrò raccontare e là ne creerò altri. E sono sicura che prima di andarmene farò anche lì un sacco di foto di tutte le cose nuove che ho fatto, e di tutte le cose "vecchie" che ho provato ad insegnare.
Questo non è un'addio alla mia casa, ma un'arrivederci. Come è così che saluterò la mia futura casa e famiglia in America quando dovrò tornare in Italia. Perché so che in un qualche modo ci rivedremo.
Ciao a tutti. Scrivo queste due righe veloci per salutarvi, perché andrò in pausa per godermi al meglio l'estate. Ci sentiremo dopo l'appuntamento al consolato e dopo ancora aver scoperto la famiglia e lo stato.
Buona estate a tutti e alla prossima!
💗💗💗
E' stato l'ultimo giorno in cui ho visto la mia piccola classe tinteggiata di un verdino pallido che ricordava la sala d'attesa di un dentista, le sedie cigolanti in cui si impigliavano sempre i miei capelli e i banchi che usavo come tele per i miei "attacchi d'arte"...
Ho salutato i miei professori, quelli amati e quelli odiati, che fino all'ultimo mi hanno ricordato che avevano quasi finito di prepararmi il programma delle cose da recuperare quando sarei tornata (*brivido*).
Ho salutato la mia classe che per tre anni mi ha accompagnato in quella giungla selvaggia che è il liceo... E mi sono resa conto che, seppure le mie amicizie più strette erano fuori di quella scuola, avevo un rapporto molto bello con loro. Uniti durante le verifiche e per passare bei momenti in gita o semplicemente in classe durante una lezione noiosa.
Ora nella mia stanza mi rendo conto che dovrò dire arrivederci anche alla mia casa, alla mia piccola città in mezzo ai campi. All'odore dei glicini e dei gelsomini che si arrampicano sul portico. Alle giornate al mare con mia mamma e mia sorella. Alle passeggiate fino alla gelateria. Ai giri per il centro con i miei amici. Al mio cane che viene sempre a nascondersi sotto al mio letto. Al camino dove mio babbo cuoce le patate sotto la cenere in inverno. Alle castagne appena cotte sulla teglia in autunno. Ai pranzi sul terrazzo di mia zia e di mia cugina e alle cene in giardino con le zanzare che ci mangiano le gambe in estate. Al mio computer mezzo sgangherato con l'audio che ormai non si può sentire e con il jack per le cuffie rotto, alla mia libreria ormai stracolma, all'acchiappa-sogni appeso sopra al letto...
E' in quest'ultimo periodo che mi sono resa conto che per 11 mesi non vedrò niente di tutto questo.
Non so ancora dove andrò, se in uno di questi posti sarà possibile fare qualcuna di queste cose. Non so come sarà la scuola, se avrà anche una sola delle caratteristiche di quella italiana (anche il verdino da dentista mi va bene). Non so come saranno i compagni di classe o i prof. Non so ancora la famiglia, se avrò anche li una sorella e/o una cugina.
E nonostante tutte queste incertezze non vedo l'ora di partire.
Non so quando partirò, ma prima di quella data avrò fatto un sacco di foto della mia casa, dei miei amici, del mare e della mia famiglia...
Avrò molti ricordi che potrò raccontare e là ne creerò altri. E sono sicura che prima di andarmene farò anche lì un sacco di foto di tutte le cose nuove che ho fatto, e di tutte le cose "vecchie" che ho provato ad insegnare.
Questo non è un'addio alla mia casa, ma un'arrivederci. Come è così che saluterò la mia futura casa e famiglia in America quando dovrò tornare in Italia. Perché so che in un qualche modo ci rivedremo.
Ciao a tutti. Scrivo queste due righe veloci per salutarvi, perché andrò in pausa per godermi al meglio l'estate. Ci sentiremo dopo l'appuntamento al consolato e dopo ancora aver scoperto la famiglia e lo stato.
Buona estate a tutti e alla prossima!
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