Capitolo 2 – Perché l’America?


Devo ammettere che in realtà l’America non è stata tra le mie prime scelte. Forse all’inizio, appena avevo pensato che si poteva effettivamente “andare fuori”, ma poi mi resi conto di quanti paesi avrei potuto visitare e vivere, e una frase detta durante un incontro mi colpì particolarmente: “non si parte per conoscere una lingua, si parte per scoprire nuovi modi di vivere e di pensare”, così l’America scivolò all’ultimo posto, sul podio c’erano India, Thailandia e Honduras, con l’India e la Thailandia che continuavano a scambiarsi il primo e il secondo posto.

Questi paesi non sono scelti a caso, ovviamente. Tutti e tre hanno delle scuole bilingue, cioè che alcune lezioni si svolgono nella lingua locale e altre in inglese, perché nonostante la bella frase che ancora mi risuona per le orecchie, ci tengo davvero ad imparare l’inglese, per questo ho cercato di unire le due cose.

Dell’Honduras (per chi non lo sa si trova sotto il Messico, vicino al Guatemala) ne ho sentito parlare per la prima volta al primo incontro di Intercultura, da una ragazza solare e pimpante, che raccontava di persone affettuose e gentili, buon cibo (un punto importante) e scuole bilingue (spagnolo e inglese) con materie che non si fanno in Italia. Dopo aver letto alcune storie sul sito di AFS, mi sono detta che sarebbe stato un bel posto dove passare un anno, e avrei imparato addirittura lo spagnolo!
In più quasi tutte le storie che ho letto parlavano di cibo saporito e speziato, i miei aggettivi preferiti per descrivere un piatto!

Della Thailandia invece qualcosa già ne sapevo grazie a mia mamma. Lei aveva sempre sognato andarci, e mi ha lasciato la pulce all’orecchio, per così dire.
Ho visto le foto di bellissimi templi, di natura incontaminata, di montagne e spiagge maestose, era una vera e propria gioia per gli occhi. Uno spettacolo che dal vivo sarebbe stato mozzafiato.
In più il pensiero di conoscere meglio nuove religioni (visto che la Thailandia non ha una religione di stato) come il buddismo,  il sikhismo e l’induismo mi affascinava moltissimo, osservare le cerimonie, le feste e le città che si trasformano in un dipinto multicolore, pieno di musica e di buon cibo.
E’ per questo che ogni anno scolastico accetto di fare religione a scuola, sperando di imparare qualcosa di più oltre all’ebraismo e ai diversi tipi di cristianesimo.

Per l’India vale un po’ lo stesso discorso della Thailandia. Paesaggi stupendi, monumenti meravigliosi, natura da scoprire, nuove religioni da approfondire, festival e cibi interessanti (qualche tempo fa, a casa avevo anche provato a fare i samosa, dei triangoli di pasta di farina al forno o fritti farcito con formaggio, verdura, carne e spezie, che a mio dire erano non erano venuti male). Inoltre ha un’infinità di lingue, talmente tante che sono difficili da contare tutte, cosa che mi ricorda in qualche modo i nostri dialetti in Italia e come mi piace scoprire i nuovi dialetti qui, mi sarebbe piaciuto scoprire più “lingue minori” possibili in India (che ha due lingue nazionali: l’hindi e l’inglese).

Ora rispondiamo alla domanda che fa da titolo a questo capitolo: come mai vai in America allora? Non eri idonea per quei paesi o qualcosa del genere?
No. Sono i miei genitori che mi hanno detto un categorico “PICCHE ♠”.
“E perché?” gli ho chiesto.
“Hai idea di quanto sia pericoloso per una ragazzina?”.
“Eddai, mica mi mandano nel getto di Calcutta” gli ho detto.
Ma niente da fare, niente India né Thailandia per Sofia.   
Al momento ci rimasi male. Ma non me la presi, lo so bene che vogliono solo proteggermi, infatti non mi hanno proibito di andare, anzi, come hanno detto loro, avrò altre possibilità in futuro per andare nell’Oriente, come con l’Erasmus ad esempio.
E a quel punto erano rimasti a gareggiare l’Honduras e l’America.
Alla fine decisi d’istinto. Non è stato un mio desiderio andare in America? In fondo tutti gli adolescenti ci vorrebbero andare, almeno una volta, a scoprire quel paese che tanto si vede nei telefilm e nei TG.
E allora andiamoci, mi sono detta. E qualche mese dopo arrivò la mail che mi confermò che avevo vinto quest’anno all’estero. Penso sia inutile descrivere che ero impazzita di gioia XD

Ci vediamo al prossimo capitolo!


P.S. Per chi interessa scoprire di più su Intercultura/AFS, leggere le storie di chi è partito o iscriversi, ecco il link al sito: http://www.intercultura.it/     

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